Servizi per bambini e adolescenti.
COSA SI FA IN TERAPIA
Con i bambini lo strumento principale in terapia è il gioco: attraverso il gioco possono raccontare le emozioni, le relazioni e le esperienze in modo simbolico e naturale.
Con gli adolescenti invece lo strumento centrale è il colloquio, a cui si possono affiancare test e materiali più creativi o dinamici che aiutino i ragazzi a esprimersi e a farmi entrare nel loro mondo. Con alcuni ragazzi utilizzo anche la tecnica EMDR come rinforzo delle convinzioni positive su di sé.
IL RUOLO DEI GENITORI
Quando lavoro con i bambini, i genitori sono parte importante del percorso e preziosi alleati. Ci incontriamo regolarmente perché il loro punto di vista, la storia familiare e quello che succede a casa sono preziosi per farmi capire meglio il bambino.
Con gli adolescenti è un po’ diverso: gli incontri con i genitori vengono concordati insieme al ragazzo e, salvo situazioni particolari, quello che il ragazzo porta in seduta rimane riservato e protetto per lui.
COSA ASPETTARSI DAL PERCORSO
La terapia non serve a “cambiare” il bambino o il ragazzo per farlo diventare come lo vorrebbero gli adulti. L’obiettivo è piuttosto aiutare il bambino e il ragazzo a curare le ferite emotive alla base dei sintomi, superare dei blocchi nel percorso di crescita e trovare le risorse personali grazie un ambiente vissuto come accogliente e sicuro.
I genitori possono così capire meglio i bisogni del figlio e il significato dei suoi comportamenti, anche dentro le dinamiche familiari. Spesso questo percorso porta maggiore consapevolezza e piccoli cambiamenti che possono fare bene a tutta la famiglia.
ALCUNE COSE IMPORTANTI
Per il buon andamento del percorso è importante che entrambi i genitori siano d’accordo con l’inizio della terapia, che accompagnino con regolarità il bambino agli incontri e che entrambi partecipino ai colloqui dedicati a loro. Questo aiuta il bambino a vivere la terapia come uno spazio stabile e sicuro.
E SE MIO FIGLIO NON VUOLE VENIRE?
Con gli adolescenti è molto importante che la scelta di iniziare la terapia sia anche loro. Forzarli spesso non aiuta, perché in questa fase della vita il bisogno di autonomia è molto forte. A volte può funzionare proporre qualche incontro per conoscerci, per capire insieme se quello spazio può essergli utile.
Se il ragazzo non se la sente di continuare, i genitori possono comunque intraprendere un percorso di supporto genitoriale, che spesso porta benefici anche ai figli.